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Giu, 2019

UN’ESPERIENZA ERASMUS+ TUTTA AL FEMMINILE

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Sono Chiara e Jessica le due studentesse dell’Istituto Tecnico Superiore Bio Campus che hanno portato a termine la loro esperienza all’estero durata due mesi grazie al Programma Erasmus +.

Per le allieve due destinazioni differenti dove hanno potuto vivere la loro esperienza di traineeship all’interno del settore ristorativo. Chiara immersa nella capitale catalana , Barcellona e Jessica nella capitale europea un tempo divisa dal “muro”, Berlino. Due città che a primo impatto potrebbero essere definite una l’opposto dell’altra per fattori storici culturali, linguistici e climatici ma molto simili per il loro essere così alternative, creative e multiculturali.

Umberto Eco definiva il Programma Erasmus + lo strumento che «Ha creato la prima generazione di giovani europei. Io la chiamo una rivoluzione sessuale, un giovane catalano incontra una ragazza fiamminga, si innamorano, si sposano, diventano europei come i loro figli», Una definizione che negli anni è diventata realtà: in 31 anni l’Erasmus ha portato più di quattro milioni di ragazzi a studiare oltreconfine E, per tornare alle previsione di Eco, i bambini nati dagli «Erasmiani» hanno superato il milione. «Non osavo sperare in un successo così, ma lo sognavo con tutte le mie forze», parole della creatrice del programma. Un’italiana: Sofia Corradi, poi ribattezzata «mamma Erasmus».

Un sogno realizzato che ha migliorato la vita a molti. Perché come dice Sofia la cultura è in primis uno strumento di emancipazione. E le ragazze l’hanno capito visto che sono quelle che partecipano maggiormente al programma.

Il contesto più generale vede la mobilità internazionale trasformarsi in un acceleratore di competenze. Innanzitutto tecniche nei singoli ambiti di studio. Ma anche inter-personali e interculturali. I “reduci” di Erasmus+ si percepiscono migliorati in una vasta gamma di soft skills.

Tra i dati più interessanti che emergono dal sondaggio c’è proprio quello che vede – grazie alle esperienze fatte con Erasmus+, un accrescimento della capacità di rispondere alle esigenze del mercato del lavoro, grazie allo sviluppo di quelle competenze trasversali e interdisciplinari che vengono richieste dalle imprese.

L’esperienza vissuta dalle allieve dell’ITS Bio Campus è la riconferma di quanto appena detto. Infatti a  Jessica  al termine della sua esperienza di traineeship gli è stata proposta un’offerta di lavoro all’interno della struttura ristorativa di Berlino dove ha trascorso i due mesi e Chiara una volta diplomata farà ritorno a Barcellona dove ad aspettarla ci sarà anche una comitiva di amici “barcellonesi” con i quali ha stretto amicizia in questo periodo.

Insomma l’Ersmus migliora il senso di soddisfazione per il proprio posto di lavoro, apre le porte ad una carriera più internazionale e offre quasi il doppio delle probabilità di lavorare all’estero. Senza contare i vantaggi offerti dal multilinguismo.

Oltre ad un nuovo approccio strategico alla mobilità, Erasmus+ contribuisce infine ad accrescere il senso di inclusione sociale e di identità europea, elementi questi non trascurabili, soprattutto in un momento in cui i nazionalismi sono in preoccupante ascesa.

Dal rapporto della Commissione Ue sul progetto Erasmus+ dove sono gli stessi partecipanti a giudicare il programma europeo di scambio una valida “palestra” di vita prima ancora che di studio e anche di lavoro.